Capodanno col "fuochista"

articolo a cura di Francesca Faiella

Originario di Torre del Greco ma residente da anni nel nostro municipio, Ciro Martino nelle festività natalizie rinverdisce la tradizione partenopea dei “botti”. Le regole ed i riti per preparare mini spettacoli di effetto ma anche all’insegna delle sicurezza. E le “bombe di apertura” che talvolta prendono il nome dai calciatori più famosi del Napoli, gli sono valse anche successi e piazzamenti in gare di fuochi pirotecnici  .

Natale e Capodanno, periodo di festa, vacanza, regali...e botti. Al di là delle numerose polemiche legate agli eccessi, che portano solo danni, quella dei botti natalizi rappresenta tradizione ben saldamente radicata nel storia del costume italiano. Ma ancora più profondo è il legame tra l'usanza di petardi e mortaretti con la città di Napoli. Ciro Martino, cinquantunenne di Acilia, di origine partenopea, usa ancora oggi festeggiare la ricorrenza del nuovo anno con le antiche tradizioni di famiglia legate al suo paese d'origine, Torre Del Greco.

 

Cosa succede esattamente a Capodanno, nella casa di Ciro Martino?

“La memoria corre naturalmente alla mia adolescenza, quando i grandi ci facevano divertire con le stelle di natale e qualche piccolo petardo, per poi impossessarsi della scena con le loro bombe fragorose. Ricordo che nascondevano le “cose grosse” sugli armadi più alti per non farle prendere a noi piccoli e poi iniziavano il loro show. Oggi anche io non nascondo che, memore di quel periodo, faccio incetta di petardi vari e, in luoghi sicuri, li faccio esplodere con grande meraviglia soprattutto dei bambini”.

Non temi che possa accadere qualche incidente?

“La sicurezza è importante e non bisogna fare le cose superficialmente. Mi dedico da anni a questo rito e so quali sono le regole da seguire affinchè non accadano incidenti. Non sempre, purtroppo, chi si cimenta con i botti pensa a quello che fa, agendo d'istinto e questo è lo sbaglio più grosso”.

In realtà tu provieni da una famiglia che anticamente era dedita proprio all'arte dei fuochi pirotecnici e so che ne hai ereditato la passione.

“Sì, in realtà mi è capitato e mi capita tuttora a volte, di cimentarmi nella preparazione delle batterie di fuochi pirotecnici, passione ereditata da mio nonno che lavorava in una fabbrica di fuochi ed allestiva, nelle varie feste paesane, scenari davvero suggestivi. Non lo faccio in occasione del Capodanno, ma in qualche manifestazione locale soprattutto dalle mie parti, nei paesi limitrofi alla mia città natale.”

 

Hai partecipato a qualche gara di fuochi?

“Ho gareggiato alcune volte, arrivando primo in una competizione a Modugno in provincia di Bari e terzo in una festa paesana nell'entroterra napoletano. La mia “bomba” d'apertura, è quella che mi riesce meglio, come dire...chi ben comincia è a metà dell'opera! E' da qui che prendono i nomi le famose “bombe” che in occasione delle festività natalizie, vengono sparate a Napoli e dintorni, ma non solo: la bomba di Lavezzi o quella di Cavani, dai nomi dei due campioni della squadra calcistica del Napoli. Anch'io le confeziono sempre, in quanto tifoso del Napoli e quest'anno non mancherò all'appuntamento come sempre. Ricordo la “bomba” più famosa di tutte che venne realizzata per il più grande campione di tutti i tempi, Diego Armando Maradona.....un vero spettacolo”.

Insegneresti ai tuoi figli quest'arte così particolare e suggestiva?

“E' sempre bello poter tramandare le tradizioni di famiglia e mi fa piacere che i miei due figli, Marco e Alessandro, apprezzino queste cose. Non so se mi piacerebbe che anche loro provassero a maneggiare questi arnesi del mestiere, belli ma pericolosi. Per ora mi accontento che guardino ed ammirino le prodezze del proprio padre, per mantenere vivo il ricordo dell'antica attività degli avi”.

 

cortesia