Anima di mare

articolo a cura di Anita

L’attrazione per il grande ed affascinante specchio d’acqua è stata presente sin da bambino in Claudio Santini, biologo marino di Ostia. Dalla pratica, in età adolescenziale, del surf, agli studi orientati al mondo sottomarino. Fino alla scuola Pettirosso Sail con l’organizzazione, la scorsa estate, di “Litorale in Onda”, un grande evento per sviluppare le potenzialità dei talenti della barca a vela ma anche per rendere praticabile questa disciplina ai disabili .

 

Il mare ti sceglie perchè sente che gli appartieni e quando l'ha fatto non ti fa tornare indietro. Le acque confondono i confini e liberano la mente, raccontando lievemente all'animo un'idea di libertà. Claudio Santini è un biologo marino, il mare l'ha scelto fin da bambino, quando giocava tra le sabbie dell'oasi, lo osservava dall'attico della nonna a Stella Polare o andava con il papà in barca sul Canale dei Pescatori. Negli occhi di Claudio c'è la luce dei ragazzi di Ostia, quella di coloro che il volto poliedrico del mare lo conoscono bene. Nel silenzio rumoroso del vento si odono le parole della nostra adolescenza, quella fatta di ciabatte e asciugamani, di pelle ambrata e capelli arruffati e di sogni tanto illuminati da perdersi all'orizzonte del sole. In quel vento marino Claudio decide di riconoscersi e così a 16 anni inizia a fare surf, uno sport che stava nascendo in quegli anni ad Ostia e che gli permette di vivere il mare anche d'inverno. Incontro Claudio mentre gioca con la vela di una barca e penso che è l'unico luogo dove mi aspettavo di trovarlo, gli sorrido e cominciamo a parlare.

Esiste un leitmotiv, un Filo di Arianna che descriva l'influenza che il mare ha avuto e continua ad avere nella tua vita?

"Quando iniziai a fare surf, erano gli anni in cui c'era il Gecko’s, in cui Carmela faceva le feste rock a Focene e mi ricordo che quando non andavo a scuola, sceglievo sempre di andare al mare, l'alternativa era il Colosseo. Appena potevo, guardavo oltre il vetro delle finestre e non vedevo l'ora di buttarmi in acqua con la tavola. Controllavo il meteo, le onde, mi attirava a tal punto quella sensazione di incontrollata libertà che volli unire la mia passione ad un percorso di vita, così iniziai a studiare biologia marina presso La Sapienza di Roma”.

Qual è stato il tema che hai sviluppato per la tua tesi?

"Qualche anno dopo, quando ho scelto il professore con il quale mi sono laureato, che si occupava del secondo ripascimento di Ostia, ho utilizzato l'applicazione GIS, facendo la tesi sull'individuazione delle zone di nursery del nasello e dunque quelle aree che dovevano essere protette dalla pesca, che erano cioè sottoposte al fermo biologico. Si partiva con le barche e si faceva una sorta di censimento, è stata un'esperienza meravigliosa".

 Questa energia adolescente come si è trasformata con il passare degli anni?

“Ho collaborato con ‘Mar’, proponendo il progetto a molte scuole del litorale. Abbiamo invitato i ragazzi a partecipare al quartiere fieristico di Roma chiamato “Big Blu”, che promuoveva un progetto per il mantenimento del mare pulito ed in cui alla fine si poteva vincere anche un premio. In questi anni, inoltre, è nata "Elements Studio", una società creata da me ed altri amici, anch'essi esperti ed innamorati del mondo marino, specializzati nella grafica e nella fotografia, con i quali abbiamo prodotto video, allestito stand, sviluppato documentari che sono andati in onda sul canale Caccia e pesca channel di Sky. Ma l'ultima iniziativa in cui sto investendo molta della mia energia è la "Pettirosso Sail".

Ci parli della Pettirosso Sail?

"E’ la scuola fondata qualche anno fa dal mio grande amico Stefano Pisano con il padre. Stefano è perito nautico, istruttore Fiv, grande amante del mare come me e della vela, sport che pratica da quando aveva circa 5 anni. Mi è stato chiesto inizialmente, se avessi voluto collaborare in qualità di biologo marino per questa società e poi con il passare del tempo, insieme ad un altro caro amico Edoardo Datola, abbiamo deciso di dare vita ad un'associazione sportiva dilettantistica, con la quale facciamo attualmente, attività di vela presso lo stabilimento il Capanno di Ostia. La scuola più antica, la ‘Pettirosso Sail’ ha sede presso il ‘Nautilus Yatch Club di Fiumicino’. Dal ‘Nautilus’ vengono anche altre persone che frequentano l’ambiente del mare e della vela, tra cui Nico Stillitano, proprietario del cantiere e sostenitore della nuova associazione e Roberto Pergameno, esponente di ‘Emergency’ e di un’associazione che lavora con i ragazzi disabili: Il Cerchio".

Abbiamo sentito parlare di "Litorale in Onda", ci spieghi meglio cos’è?

“Litorale in Onda è l'evento che abbiamo organizzato la scorsa estate sul litorale di Ostia con la nostra associazione. L'obiettivo è quello di creare un incontro in cui la barca a vela rappresenti sia il motore per potenziare nuovi talenti amanti del mare ma anche e soprattutto un modo per dare l'opportunità alle persone disabili di vivere lo sport e la vita guardando tutto da un altro punto di vista. Litorale in Onda dunque è anche il link che collega la vela ad una filosofia di vita, ad un modo nuovo di affrontare la quotidianità. Abbiamo creato un vero e proprio evento, con concerti, convegni, la presenza di varie associazioni come Emergency, Mare Aperto e il Colle Incantato, la partecipazione del Presidente della Commissione Cultura, Personale e politiche giovanili del XIII Municipio di Roma Monica Picca, il Presidente della Commissione Cultura del Comune di Roma Federico Mollicone ed una serie di altre iniziative”.

Il Litorale continuerà ad andare “In Onda?

"Questo è stato solo il primo evento, di quello che vorremmo diventi, ogni anno, un appuntamento importante sul Litorale, per tutti coloro che al mare si sentono profondamente legati ma per chiunque voglia provare ad osservare il mondo partendo dall'orizzonte. Mi piace l'idea di legare il territorio, il mare, la vela, la disabilità, perchè nutro la speranza insieme a chi crede con me in questo progetto di poter dare un volto diverso al luogo in cui vivo. Per questo motivo è stato scelto Piazzale Magellano, perchè assomiglia ad un salotto di mare, un confine poco definito tra le acque e la terra". Salutiamo Claudio mentre continua a sistemare quella vela, il vento si è alzato un pò e l'odore di salsedine che conosciamo bene ci raggiunge, il mare ha raccolto l'energia della nostra chiacchierata e lento come un signore di altri tempi accenna un sorriso pieno di gratitudine, a quelli che sente essere un pò i suoi figli.

cortesia