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VINI DI
ARTIGIANATO DA GASPARE BUSCEMI…
A
Roma, ogni anno la manifestazione “Vinoforum” sforna talenti nel
campo dell’enogastronomia e della cultura del vino. Tra gli stand
dell’iniziativa che a d’estate si tiene al Villaggio Olimpico, abbiamo
incontrato Gaspare Buscemi ed i suoi vini di artigianato. Vini che
davvero costituiscono, da decenni, un' "isola" nella pur interessante
produzione italiana. Nato a Valdobbiadene, ha conseguito presso la
Scuola di Viticoltura ed Enologia di Conegliano il diploma di
“enotecnico” nell’anno 1959, ottenendo poi il riconoscimento del titolo
di “enologo”. Dopo il diploma e fino all'estate del 1963 ha operato in
Veneto nel settore dei vini di grande consumo in tre diversi
stabilimenti enologici di tipo commerciale-industriale (Vinicola del
Piave a Visnà di Conegliano – TV; Ermolao a Dolo-VE; Martellozzo a
Camposampiero - PD;).

In seguito, fino all'estate del 1966, in Friuli Venezia Giulia ha
organizzato dalla fase iniziale la produzione dei vini di media e alta
qualità di una qualificata cantina commerciale-industriale (Felluga a
Gradisca d'Isonzo - GO).
Ha poi diretto, fino all'autunno del 1969, i primi Consorzi di tutela
vini sorti in Friuli Venezia Giulia, quelli del Collio e dell'Isonzo con
sede a Gorizia. Qui ha maturato una notevole esperienza nell'attuazione
della formazione professionale e dei servizi di assistenza tecnica ai
vitivinicoltori arricchendo il proprio bagaglio di conoscenze
fondamentali per l'ampia casistica potuta confrontare e valutare. Con il
conte Formentini ha poi dato vita ad una società tra viticoltori di
collina, la “Viticoltori del Collio” di S.Floriano del Collio, essendone
amministratore unico, oltre che socio. Questa società ha iniziato la
commercializzazione, in bottiglia, delle prime quantità significative di
vini del Collio, fino allora venduti solo sul mercato locale e quasi
esclusivamente allo stato sfuso o in piccole partite imbottigliate di
volta in volta. Nel gennaio del 1973 ha iniziato, sempre a S.Floriano,
una propria attività di servizi enologici e assistenza tecnica alla
produzione, oltre che di ricerca e promozione di mercato, attività che
dal 1976 ha sede nell’attuale struttura di Cormons. In tale contesto,
favorito da una naturale predisposizione al contatto umano e convinto
che solo dal viticoltore dipenda il futuro del settore, ha operato nelle
più diverse realtà vitienologiche italiane con viticoltori di differenti
etnie e tradizioni. Oltre che nel Veneto e nella regione in cui
attualmente risiede, e quindi con viticoltori di etnia veneta, friulana,
giuliana e slovena, ha infatti lavorato in Piemonte, nella Valle
d'Aosta, in Liguria, in Toscana , nel Lazio ed in Sicilia, organizzando
diverse collaborazioni tra i viticoltori stessi e importanti
distributori nazionali. Professionalmente ha proposto, organizzato e
seguito, per conto di una marca primaria, la “PILLA” di Castelmaggiore(
Bo), la produzione dei vini base da distillare per il primo BRANDY
ITALIANO DI ORIGINE ottenuto sui principi di COGNAC e ARMAGNAC, dopo
studio e verifica presso i migliori produttori francesi.
Di
questo “brandy” sono oggi in vendita produzioni anche di 20 anni,
bottiglie ai vertici dell’immagine e del prestigio internazionale. Per
molti anni ha partecipato attivamente all'attività dell'Associazione
Enologi Enotecnici Italiani, sia in sede regionale che in quella
nazionale, come socio fondatore e come componente dei consigli direttivi
e di numerose commissioni di lavoro. Per questa Associazione ha
realizzato a Carema (TO), per conto di quella Amministrazione Comunale e
della Regione Piemonte, il Servizio di Assistenza Tecnica Vitienologica
per collettività di viticoltori denominato "Condotta Enotecnica",
definendone le linee di attuazione.
La ricerca tecnica, sviluppata nei molti anni di stretto contatto con il
viticoltore, gli ha consentito la realizzazione di attrezzature
enologiche e metodologie produttive dimensionate sul questa figura,
attrezzature e metodologie volte alla produzione di vini di massima
naturalità ma anche di massima espressione qualitativa e grande valore
di immagine perché adatti alla produzione di bottiglie capaci di lunga e
positiva evoluzione nel tempo e pertanto di massimo prestigio e lungo
periodo di mercato ai diversi livelli. Questo know-how, particolarmente
attento al risparmio energetico, agli aspetti ambientali e alla sanità
alimentare del vino, costituisce una riconosciuta innovazione
tecnologica certamente idonea alle piccole produzioni di alto
artigianato ma in gran parte convenientemente adattabile anche a quelle
industriali. Tra le soluzioni che lo caratterizzano va citato anche un
procedimento di depurazione del sughero la cui notevole efficacia è
stata confermata sia dal laboratorio della Stazione Sperimentale del
Sughero di Tempio Pausania (SS) che da quello specifico dell’Università
di Piacenza.
In
numerose occasioni la stampa specializzata e quella enogastronomica si è
occupata della sua attività e delle aziende da lui seguite. Alla luce
dei risultati ottenuti, confermati da innumerevoli bottiglie in riserva
già dal 1982 e tuttora ancora in vendita nelle diverse tipologie del
Friuli Venezia Giulia e non solo, per rendere possibile la diffusione
della tecnologia è stata avviata la fase organizzativa finalizzata a
consentire la produzione delle specifiche attrezzature che, essendo
particolarmente indicate ad utilizzi collettivi e formativi, saranno
anche strumenti di efficace promozione. Contemporaneamente anche la
struttura produttiva di Cormons sarà riorganizzata al fine di poter
fornire prestazioni tecniche e di servizio significativamente formative
per piccole collettività dedicando grande impegno alla costruzione di
una organizzazione di mercato indispensabile a motivare una formazione
responsabile. A questo fine saranno realizzati ambienti, condizionabili
in funzione delle necessità evolutive del vino, nei quali i viticoltori,
ciascuno indipendentemente e con il proprio lavoro, potranno trasformare
le proprie uve in modo naturale secondo conoscenza e cultura artigiana,
avendo il supporto di indirizzi operativi, di controlli e di
attrezzature di servizio comuni e potendo contare su una organizzazione
che potrà aiutarli anche nella costruzione del proprio mercato oltre che
nello smaltimento di eccedenze attraverso un mercato comune.
Dopo molti anni che hanno portato il viticoltore ad essere un semplice
“produttore di uve da vendere”- oggi purtroppo in condizioni di
sottoremunerazione - piuttosto che ad essere “il produttore del vino
delle proprie uve”, sarà così realizzato un sistema sociale che recupera
al viticoltore stesso, in modo economicamente vantaggioso, le
professionalità di cantina e di mercato dalle quali dipende il valore
della propria viticoltura, ciò che certamente è indispensabile anche ai
fini di una più qualificata e credibile immagine di mercato del vino
italiano, tutto.
Per maggiori info: Giuseppe Butera, sommelier professionista AIS,
3479010950 woyzeck@virgilio.it
- info@gasparebuscemi.com
- http://www.gasparebuscemi.com

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