Qua la zampa!

articolo a cura di Livia Iraci

Se è vero che il cane è il miglior amico dell’uomo, la storia della romana Antonella Mangano…testimonia anche il contrario! La sua grande sensibilità e l’esempio della sorella l’hanno portata ad adottare, nel tempo, due cagnolini. Dapprima Nika, prelevata dal canile di Latina, che ora pesa 30 chili ed ha due anni. E poi Maya, giunta nel canile dopo lo sgombero di un campo nomadi. Schiva e sofferente è stata circondata di attenzioni ed affetto ed ora è docile e felice.

Prendersi per mano è bellissimo, quando un amico ti porge la sua mano, sai che ti sta aiutando e sai che puoi contare su di lui. Antonella Mangano ha porto la sua mano, due volte, a chi ne aveva davvero bisogno perché gli era impossibile chiedere aiuto. Un respiro che ti fa sorridere dalla gioia, due occhi creati per parlarti, piccoli timidi versi per avvertirti o per farsi notare se non stai guardando, orecchie che ti fanno capire il suo umore, ma soprattutto, una presenza in casa che emana amore e ti regala gioia. “Tornare a casa e avere loro ad aspettarti ti fa sentire meglio -dice sorridendo Antonella. Sono come dei bambini, ti prendi cura di loro, li cresci e li ami. Loro però si prendono cura di te. Non possono cucinarti o portarti a fare una passeggiata, ma possono farti sorridere e non farti sentire mai solo”.

 

Un amore silenzioso, un amore incondizionato: l’amore per gli animali. C’è un numero incredibile di abbandoni sui cigli della strada o vicino ai canili. Fortunatamente, però, c’è un numero non indifferente di persone che hanno il talento, o meglio, il cuore, il dono, di volergli dare una casa. Oggi parliamo di una di queste persone: Antonella Mangano. Due cani dolcissimi: Nika, la più grande. Pesa diciassette chili e ha tre anni. Nera con le zampine bianche e la punta della coda bianca. Sembra quasi abbia dei guanti sulle zampe. Maya: più piccola di età ma la più grande di tutta la famiglia come stazza. Ha quasi due anni, pesa circa trenta chili ed ha un pelo biondo dorato. Perché avete deciso di adottare un cane? Lo avete sempre voluto? “In realtà no. Mia sorella qualche anno fa adottò una cagnetta. Passammo l’estate tutti insieme e l’amore che questa cagnolina riusciva a dare a tutti mi conquistò. Parlai con le mie figlie e mio marito e andammo al canile sperando di trovare un cucciolo perché come prima esperienza, un cane già grande, sarebbe stato difficile da educare”.

 

Arrivò Nika..

“Sì, arrivò Nika. Aveva due mesi e mezzo quando l’abbiamo adottata al canile di Latina, non ha mai dato problemi, ora da quando c’è Maya, è un po’ gelosa essendo molto protettiva e territoriale. Quando era piccola era così buona che faceva le feste a tutti, infatti avevamo paura che se mai fosse scappata, sarebbe andata con chiunque l’avrebbe avvicinata. Crescendo, però, è diventata più diffidente verso gli estranei”.

Come mai avete deciso di adottare un secondo cane?

“All’inizio per dare una compagnia a Nika, poi avevamo letto che cercavano di fare adottare un cane che avevano abbandonato in strada. Siamo arrivati al canile ed il cane in questione non si faceva avvicinare ringhiando a chiunque ci provasse e non ce la siamo sentita perché Nika era piccola e di esperienza ne avevamo poca. Abbiamo fatto un giro per il canile e ci si è davvero stretto il cuore vedendo tutti quei poveri cani in gabbia o comunque, soli. Al canile ci parlarono poi di un cane “di indole docile”. Appena ce l’hanno fatta vedere lei ci è venuta incontro, si è strusciata contro di noi e così abbiamo portato a casa Maya”.

 

Quanto aveva Maya quando l’avete adottata? Nika è stata contenta?

“Maya aveva 5 mesi e pesava 17 chili. Nika aveva quasi un anno e devo dire che sono da subito andate d’accordo, anzi, se Maya si comportava male Nika la rimproverava abbaiandole contro. Maya ha avuto qualche problema ad ambientarsi. E’ entrata al canile dopo lo sgombro di un campo nomadi. Ha manifestato da subito una paura verso gli umani: saltava addosso, faceva versi e fingeva di morderti per spaventarti”.

Come avete fatto a renderla più tranquilla?

“Per farla calmare, dopo aver visto la situazione, abbiamo chiamato subito un educatore e poi chiamando il canile, abbiamo scoperto che loro stessi, garantivano un educatore in caso di problemi . La cosa che mi colpì di più quando vidi Maya, oltre a gli occhi tristi e spenti, era il suo corpo tubolare. Era tutta dritta, non aveva il petto gonfio come tutti i cani, che si assottigliava verso la zona addominale. Ha sofferto sicuramente la sete perché, inizialmente si faceva le scorte di acqua come se fosse, da sempre, abituata a stare periodi senza bere, e vedendo una fontanella, si riforniva. Inoltre, si fiondava nella spazzatura come in cerca di cibo. Non era abituata alle carezze, si rigirava male. Stando in famiglia ha acquisito la consapevolezza che non le faremo mai del male. Adesso infatti va molto meglio. E’ rimasta certo un po’ diffidente verso gli sconosciuti, ma per di più quando è al guinzaglio. Quando, ad esempio, andiamo al parco ed è libera, è molto più tranquilla, si fa accarezzare, forse perché sa di essere libera di scappare quando sente di essere in pericolo”.

Vi siete un po’ pentiti visto i problemi che aveva?

“Pentita No. A volte mi dico “due non è come uno” perché è più lavoro e più sacrifici, però, pentita mai. Sono talmente affettuose e danno un amore così incondizionato che non potrei mai pensare di arrivare a casa e non averle lì ad accogliermi. Mi piace prendermi cura di loro e sono felice di aver aiutato Maya ad accettare di essere amata, perché non c’è niente di male in una carezza o in un bacio”.

"Nascere uomo su questa terra è un incarico sacro. Abbiamo una responsabilità sacra,
dovuta a questo dono eccezionale che ci è stato fatto, ben al di sopra del dono
meraviglioso che è la vita delle piante, dei pesci, dei boschi, degli uccelli e di
tutte le creature che vivono sulla terra. Noi siamo in grado di prenderci cura di loro"
(Shenandoah Onondaga)

cortesia