Musica a...tamburo battente

articolo a cura di Simona Di Michele

Aggregazione nel segno del ritmo. E’ lo spirito che anima il percussionista Giuliano Lucarini. Formatosi a Cuba ed in Brasile, ha orientato verso la musica anche i suoi studi universitari, coniando una vera e propria filosofia. Una passione sfociata anche nell’insegnamento. Dai suoi corsi ad Affabulazione sono nate anche due band. E a natale uscirà un suo disco.  

Ai corsi di percussioni africane e brasiliane che Giuliano Lucarini tiene a Ostia e a Roma il ritmo diventa lo strumento fondamentale di aggregazione tra gli allievi. Durante le sue lezioni è Giuliano stesso che, come un mimo, trasforma i ritmi musicali in veri e propri gesti suonati.

 

Giuliano, che ruolo ha la musica nella tua vita?

“La passione per la musica c’è sempre stata, anche se non ero molto disciplinato con lo studio classico perchè mi sembrava separato da ciò che concepivo come musica. E’ nel ’94 che ho iniziato a suonare i tamburi come percussionista etnico, provando ad una festa di alcuni amici. Da allora ho fatto concerti, soprattutto di genere reggae e ska, collaborando con gruppi famosi, ad esempio i Radici nel cemento, e musicisti di fama internazionale come Max Romeo”.

Come sei approdato a questo genere musicale?

“Mi sono formato a Cuba, dove tra il ’99 e il 2000 ho studiato i ritmi della musica popolare cubana. Inoltre ho visitato più volte il Brasile dove ho fatto esperienza dell’aspetto religioso e rituale delle pratiche musicali: ho partecipato a feste di contadini nelle campagne e sono stato testimone di alcuni riti mistici. Ho potuto liberarmi grazie a queste esperienze perché l’ospitalità che ho ricevuto mi ha permesso di immergermi nella musica, danzando e cantando insieme ai miei ospiti. E’stato un arricchimento che ho voluto approfondire anche attraverso i miei studi universitari: dopo la laurea in Filosofia, ho discusso una tesi di dottorato di Studi Filosofici proprio prendendo spunto da una mia partecipazione ad una festa cubana. Mi sono chiesto ‘cosa rimane di un rito, di una festa religiosa se li si spogliano dei significati simbolici che vengono loro abitualmente attribuiti?’ Rimangono la danza, l’unione e l’aggregazione interpersonali. E’questa convinzione ciò che ho poi fatto confluire nella mia carriera professionale e ciò che voglio riprodurre tramite l’insegnamento”.

 

A tal proposito, come si concilia una passione così intima per la musica con la pratica dell’insegnamento?

“I corsi di percussioni africane e brasiliano-cubane che tengo dal 2000 in alcune scuole di Roma e Ostia sono l’occasione per creare ritmi originali utilizzando i codici stilistici di queste tradizioni musicali. Credo fortemente che i tamburi siano strumenti fondamentali per mettere insieme le persone più che per fare musica. Attraverso la mia personale didattica cerco quindi di interagire con la mia classe unendo voce, danza e ritmo per costruire giochi espressivi coi miei allievi: tutto ciò allo scopo di dar vita ad un vero centro di attrazione. Secondo me infatti la lezione permette di sfogarsi a livello individuale e, tramite il ritmo e la danza, di allontanare da sé lo stress; ma soprattutto, è fondamentale per creare un gruppo, per far comunicare le persone attraverso la musica. Tramite questo metodo di insegnamento ho la possibilità di far suonare chiunque, dai bambini agli adulti, e di capire le eventuali difficoltà di chi suona alle mie lezioni”.

I corsi, soprattutto quelli che tieni al centro Affabulazione di Ostia, culminano in spettacoli musicali itineranti…

“Esatto, e dai corsi sono anche nate due bande con cui da poco si è finito di registrare un disco: si tratta del gruppo africano Arimbomba e di quello brasiliano Caracca Tamburi Itineranti. I nomi dei gruppi sono un omaggio alla originalità e a quanta parte vi faccia anche il nostro background popolare, quello romano. Durante gli spettacoli itineranti che allestiamo si passa attraverso la città e le persone, per coinvolgere la gente e svegliarla dal torpore metropolitano. La valenza comunicativa e di aggregazione della musica ha il suo peso anche in questa scelta”.

Per quanto riguarda la tua carriera personale, che progetti hai?

“Sto incidendo un disco come cantautore che uscirà a Natale. La natura di questo lavoro è una commistione di musica africana e brasiliana, arricchita dalle mie radici popolari romane e da una sfumatura rock per gli strumenti musicali che vengono utilizzati. Ho cercato di racchiudervi i miei ultimi quindici anni di carriera. Sul campo dell’insegnamento, vorrei avviare un progetto coinvolgendo le scuole e i bambini”.


Per saperne di più sulle iniziative di Giuliano Lucarini visitate il suo sito www.giulianolucarini.it 

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