
|
Lex e la crema al limone di Mary articolo a cura di Anita Zechender Arriviamo agli “Antipodi”, tra la Great Ocean Road ed i Twelve Apostles e conosciamo questa coppia affascinante ed assortita: lui, maturo, metodico ed ordinato; e lei, malesiana, gentilissima ed abilissima nei preparati in cucina. La loro casa mescola i valori moderni ed antichissimi dell’Australia ed in essa lo sguardo si perde nell'oceano mentre uccelli variopinti svelano un paradiso terrestre.
Dopo 24 ore di volo, 8 ore di fuso orario e 4 ore di guida a sinistra da Melbourne, percorriamo la B100 o Great Ocean Road come fosse la leggendaria Route 66, mentre davanti a noi si delinea l'Oceano Pacifico incontaminato, che ci svela attraverso lookout nascosti e sorprendenti, angoli remoti che parlano dei confini del mondo. Siamo in Australia. La terra più antica tra le altre scoperte, abitata dagli aborigeni per più di 60.000 anni, colonizzata dagli inglesi nel 1788 e da allora trasformatasi da avamposto coloniale a nazione con circa 20 milioni di abitanti. Ciò che invade, mentre i piedi uno davanti all'altro si fanno sporcare dalla sabbia ocra rossa, è il contrasto tra l'anima antica della Madre Terra e la vitalità energetica, sorprendentemente giovane, dei suoi abitanti. La Great Ocean Road ci spiega i nostri vent'anni, quando prendevamo ciabatte, bici e asciugamano e sentivamo lievi e fugaci il sapore degli Amori Eterni, fatti di surfers, di ideali, di serate birre e sabbia. Mentre le onde oceaniche si infrangono sulle enormi scogliere australiane, ci appare maestoso Loch Ard Gorge, uno dei più famosi belvedere dove un tempo naufragò il veliero con il medesimo nome. Maestosi nella loro imponenza, così perfetti da sembrare che qualcuno li abbia posati con cura e creatività, giungiamo poi ai “Twelve Apostles", enormi monoliti erosi nel Parco Nazionale di Port Campbell, austeri come maestri sacri, meravigliosi mentre galleggiano nelle fredde acque degli “Antipodi”. Qualche minuto dopo il tramonto, in quell'emisfero australe che vive nel nostro luglio il suo inverno e che alle 18.00 osserva come uno spettatore inerme le flebili luci che si accendono per cenare, mentre lo sguardo si posa in quelle case ispirate alla favola di Hansel e Gretel, ci appare in lontananza, dispersa nel più fitto bosco, una casa fatta di vetro, sogni e high teck: Lex e Mary ci stanno aspettando. Si entra in casa lasciando le scarpe accuratamente fuori dalla porta, mentre il profumo della dimora ci inebria di essenziale. Lex è un uomo maturo, curato e molto metodico, la sua casa, raffinata, minimal e moderna si apre su ogni lato con delle porte finestre di vetro che mostrano uccelli australiani, alberi secolari, erba ben tagliata e un piccolo giardino orientale con tanto di vasca e pesci gatto. La sfumatura orientale si deve a Mary, donna Malesiana, docile e gentilissima che tradisce in ogni gesto lo zelo elegante della donna orientale. Dopo averli ringraziati per la loro splendida ospitalità, comincio a parlare con Lex. Da dove nasce l'idea di questa casa? domandiamo. “Nasce molti anni fa, comprando un terreno senza nulla e cominciando a costruire pezzo per pezzo. Nasce dall'incontro con Mary che ha dato a questa casa il tocco orientale che vedete” ci risponde con un sorriso sereno.
Nonostante la bellezza indiscussa del luogo, questo isolamento non vi trasmette a volte senso di solitudine? “L'anima dell' Australia è fatta di grandi spazi, di case simili a piccoli pianeti che si perdono tra canguri e koala. Noi cresciamo con questa idea di vita, molto diversa dal concetto delle metropoli americane, europee e anche lontana dalla stessa Sydney dove la vita è diversa rispetto a tutto il resto dell' Australia. Forse l’idea può inquietare ma stare in silenzio, con la propria famiglia, sentendo scorrere tra le mani ogni attimo della propria vita è l'unico modo in cui sappiamo vivere qui, dunque direi che la solitudine non ci spaventa perché è parte di noi” aggiunge.
Il giorno dopo, prima di ripartire, facciamo colazione con loro e assaggiamo la strepitosa crema al limone di Mary, mentre uccelli di ogni provenienza riflettono sui vetri piume di mille colori. Mary, la tua crema è fantastica, mangiate molte cose fatte a mano da te? chiediamo. “Si, pomodori, marmellate, composte di vari frutti, verdure e dolci fatti con il latte delle nostre mucche. Ogni stagione ha la sua vocazione e non devi far altro che ascoltarla e assecondarla. Noi in questa parte di mondo, siamo abituati a scandire il tempo con il ritmo delle stagioni; un pò però deriva anche dalla mia cultura”. Lex e Mary ci salutano dalla porta con un immenso sorriso, mentre fumi di nebbia simile a quella di una vecchia cittadina dell'Asia si mescolano al verde di un'Australia tradizionale e moderna. Lo sguardo luminoso di questa tenera coppia lascia intravedere l'arcano che svela la forza di questa terra: ambizioni semplici come la vita umana. cortesia
|